Nel linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL) l’immunochemioterapia di prima linea consente la guarigione di oltre il 60% dei pazienti. Purtroppo il 35-40% dei pazienti recidiva dopo il trattamento iniziale, con sopravvivenza stimata a 12 mesi inferiore al 30%. La gestione del DLBCL recidivante e refrattario (R/R) rappresenta da tempo un’esigenza medica insoddisfatta.
Fino a pochi anni fa, il trattamento standard per i pazienti con DLBCL R/R era rappresentato dalla chemioterapia di salvataggio seguita da chemioterapia ad alte dosi e trapianto autologo di cellule staminali (ASCT) in pazienti giovani e in buone condizioni fisiche con recidiva sensibile alla chemioterapia. Tuttavia, solo una minoranza di pazienti risultava candidabile a ASCT perché non idonei per età avanzata, comorbidità o mancata risposta alla chemioterapia di salvataggio.
Negli ultimi anni sono emersi nuovi approcci terapeutici per questi pazienti, come le CAR-T, gli anticorpi monoclonali, i farmaci monoclonali coniugati e bispecifici che hanno portato ad un rapido cambiamento dell’algoritmo terapeutico.
Nell’ambito di questo scenario, diventano essenziali per l’ematologo momenti di confronto e condivisione tra colleghi e specialisti con ampia esperienza in questo ambito su corretto sequencing e ottimizzazione dei percorsi diagnostico-terapeutici in relazione alle caratteristiche biologiche e cliniche del paziente.